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Oggi il protagonista è Francesco, in azienda da oltre vent'anni, che si occupa dei sistemi VoIP. In questa intervista ci racconta il suo arrivo in MessageNet da fisico teorico, l'atmosfera che si respira tra colleghi e l'augurio che rivolge al futuro dell'azienda.
Mi chiamo Francesco e ho iniziato a collaborare con MessageNet ancor prima di finire l'università, nel novembre del 2004, occupandomi della parte VoIP. All’epoca il servizio era stato lanciato da poco e io dovevo sostituire un mio compagno di università.
Visto che sono un fisico teorico, non sapevo nulla di VoIP o di telefonia in generale, ma ero stregato dal fascino dei computer, di Linux, dell'open source e di internet. Forse questa passione mi è nata dall'aver scoperto quei mondi piuttosto tardi, in un laboratorio gestito da studenti: autodidatti anche là.
Ancora oggi mi occupo dei sistemi, in particolare di quelli VoIP: si tratta di disegnare i servizi e amministrare i server che li erogano.
Devo dire che si ride parecchio: ci si prende bonariamente in giro e non si manca quasi mai di sottolineare un gioco linguistico. I mantra che ci fanno ridere ("i fax ci danno da mangiare", "vai a casa figliuolo") hanno un significato tutto nostro fatto di ricordi e storia.
Credo che in pochi sappiano che sono un inguaribile anarchico, secessionista, reazionario e libertario.
Non sono un gran consumatore di fiction e, se devo dirla tutta, storie e mondi che vale la pena raccontare sono spesso un po' pericolosi. Diciamo che vedo sufficiente bellezza nel mondo che abito.
Per una singola giornata vorrei vivere nella Biblioteca di Babele.
Per me i super vanno bene nei cartoni della Disney. Nel mio mondo e alla mia età non vorrei alcun superpotere, penso che mi farebbe perdere quello che sono.
Direi Bitcoin, senza dubbio. È vero che le rivoluzioni le fanno le idee e non le tecnologie, ma l'interazione tra le due è complessa e si può essere fiduciosi. E poi non è vero che per gli ingegneri e i tecnici contano solo l'efficienza e la scala: rimaniamo umani, o almeno la maggior parte di noi, e piccolo è bello.
Da quando sono qui l’azienda è cresciuta, ma non è facile crescere: si tratta di scegliere cosa abbandonare per diventare qualcosa di diverso. Auguro a MessageNet di imparare a crescere senza imporsi modelli che non le appartengono.