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Le persone di MessageNet: Francesco, Responsabile VoIP

3 minuti di lettura TAG: Vita in MessageNet

Oggi il protagonista è Francesco, in azienda da oltre vent'anni, che si occupa dei sistemi VoIP. In questa intervista ci racconta il suo arrivo in MessageNet da fisico teorico, l'atmosfera che si respira tra colleghi e l'augurio che rivolge al futuro dell'azienda.

Chi sei? Di cosa ti occupi? Da quanto lavori in azienda?

Mi chiamo Francesco e ho iniziato a collaborare con MessageNet ancor prima di finire l'università, nel novembre del 2004, occupandomi della parte VoIP. All’epoca il servizio era stato lanciato da poco e io dovevo sostituire un mio compagno di università.


Visto che sono un fisico teorico, non sapevo nulla di VoIP o di telefonia in generale, ma ero stregato dal fascino dei computer, di Linux, dell'open source e di internet. Forse questa passione mi è nata dall'aver scoperto quei mondi piuttosto tardi, in un laboratorio gestito da studenti: autodidatti anche là.


Ancora oggi mi occupo dei sistemi, in particolare di quelli VoIP: si tratta di disegnare i servizi e amministrare i server che li erogano.

Come descriveresti l’atmosfera tra colleghi?

Devo dire che si ride parecchio: ci si prende bonariamente in giro e non si manca quasi mai di sottolineare un gioco linguistico. I mantra che ci fanno ridere ("i fax ci danno da mangiare", "vai a casa figliuolo") hanno un significato tutto nostro fatto di ricordi e storia.

C’è un lato di te che in pochi conoscono?

Credo che in pochi sappiano che sono un inguaribile anarchico, secessionista, reazionario e libertario.

Se potessi vivere per un giorno dentro un film o un libro, quale sceglieresti?

Non sono un gran consumatore di fiction e, se devo dirla tutta, storie e mondi che vale la pena raccontare sono spesso un po' pericolosi. Diciamo che vedo sufficiente bellezza nel mondo che abito.


Per una singola giornata vorrei vivere nella Biblioteca di Babele.

Se avessi un superpotere, quale sarebbe?

Per me i super vanno bene nei cartoni della Disney. Nel mio mondo e alla mia età non vorrei alcun superpotere, penso che mi farebbe perdere quello che sono.

Se potessi scegliere un’innovazione che rivoluzionerà il mondo, quale vorresti vedere realizzata?

Direi Bitcoin, senza dubbio. È vero che le rivoluzioni le fanno le idee e non le tecnologie, ma l'interazione tra le due è complessa e si può essere fiduciosi. E poi non è vero che per gli ingegneri e i tecnici contano solo l'efficienza e la scala: rimaniamo umani, o almeno la maggior parte di noi, e piccolo è bello.

Quale messaggio o augurio vuoi lasciare all’azienda per il suo futuro?

Da quando sono qui l’azienda è cresciuta, ma non è facile crescere: si tratta di scegliere cosa abbandonare per diventare qualcosa di diverso. Auguro a MessageNet di imparare a crescere senza imporsi modelli che non le appartengono.